Il pensiero di Leonardo Gualandi

di MIR

Gestione dello staff di banchina

In un moderno marina il ruolo del personale di banchina è di grande importanza. Il suo rapporto con i Soci-Utenti e pubblico dà una immediata sensazione a”pelle ” della filosofia di gestione e dell’ambiente.
È importante ricordare che il personale si trova nella duplice veste di marinaio e di operatore del turismo, appare indubbio che solo la coesistenza dei due aspetti rende il singolo idoneo a soddisfare le mansioni richieste.
Capacità e cortesia sono la risposta.
Un porto turistico stà diventando un contesto nel quale il personale di servizio deve rispondere a un numero crescente di necessità della clientela in tempi brevi.
Prevedere in anticipo il numero, la tipologia e la tempistica delle richieste di assistenza, non è facile. Le variabili in gioco sono molte e anche il meteo influisce.
Il metodo migliore consiste in una pianificazione preventive la più accurata possibile, da affiancare ad una formazione efficace del personale.
Dove non arriva la pianificazione devono arrivare le capacità, e lo spirito di iniziativa degli assistenti.
Come già chiarito il ruolo fra personale e soci-utenti è fondamentale, le persone devono avere la sensazione della continua presenza e disponibilità degli addetti.
La normale turnazione dei lavoratori, può in parte confondere il rapporto con gli ormeggiatori e renderlo meno familiare, a questo si compensa assegnando la responsabilità di zone precise a singole persone.
L’ormeggiatore responsabile di una zona , deve avere la sua e-mail ,attraverso la quale i suoi clienti potranno parlare, suggerire, confrontarsi.
Una bacheca di pontile completa il contatto e agevola le comunicazioni con i transiti, e gli affitti di breve periodo.
Capacità, cortesia, rapporto diretto, sono la risposta.
Come tutti noi sappiamo la passione con la quale una persona si avvicina alla nautica, deve poi fare i conti con gli aspetti economici e fiscali.
Un porto moderno deve rispondere fornendo i servizi che lo contraddistinguono ad un costo sostenibile, uno dei punti cardine è il rapporto servizi-costi del personale.
La scelta di limitare le spese assumendo un forte numero di stagionali, limita la preparazione-formazione ad un numero limitato di persone, cosa che genera un abbassamento della qualità degli operatori; è importante quindi il ruolo della gestione, che deve poter contare, nei momenti caldi, di un numero di operatori adeguato e capace, ma che può diversamente impiegare con efficacia fuori stagione.
Investire sul personale consente di garantire un ottimo servizio a costi ragionevoli.
Si evidenzia quindi che l’operatore di banchina di un porto efficiente, deve affiancare ai due aspetti professionali di marinaio e operatore del turismo, un terzo come generico manutentore.
L’impiego su più fronti del personale, oltre ad equilibrare i costi, ne aumenta le competenze.
Per proteggere le nostre passioni: capacità, cortesia, rapporto diretto e sostenibilità sono la risposta.

“Il Bigo” – la gru del bunkeraggio

Nel panorama dei servizi che un porto turistico fornisce, bisogna fare un distinguo importante che divide quelli destinati esclusivamente ai soci-utenti del porto e quelli destinati anche a utenti esterni più o meno legati al territorio.
Questi secondi ricoprono un ruolo importante, sia per come la struttura si relaziona con l’esterno, sia perché alcuni di questi servizi sono in grado di generare un’ utile che rientra in una efficace gestione dei costi e del personale.
Voglio ricordare il distributore gestito direttamente dal marina con il suo personale, così come la possibilità di ospitare eventi fornendo servizi logistici.
Tra le diverse disponibilità, vorrei porre l’attenzione sul servizio di alaggio varo.
Attualmente il marina dispone come attrezzatura di un bigo con portata massima 3000 Kg, il suo utilizzo in questi anni ci ha permesso di capire come questa attività sia importante per i Soci e per il territorio , infatti per la piccola nautica, molto sviluppata in zona, il servizio di sollevamento è stato in questi anni un punto di riferimento prezioso, specialmente per la cantieristica.
Altresì l’esperienza di questo periodo, ha evidenziato che la possibilità di alaggio-varo in porto, pecca di parziale copertura della richiesta.
Ciò dipende dal fatto che il bigo del marina è in grado di sollevare piccole imbarcazioni fino circa a 7 metri, e che il cantiere non ha prezzi concorrenziali per imbarcazioni sotto 11 metri, dovendo utilizzare per le manovre un travel-lift da 100 tonnellate.
Da questo si deduce che il target da 7 a 11 metri risulta penalizzato.
È un peccato perché è una tipologia di imbarcazioni molto presente sia sul territorio che in porto.
Ritengo quindi interessante, dotare il marina di un’ attrezzatura di sollevamento che possa ampliare il servizio e incrementare le entrate, a sostegno del progetto possono influire eventuali sgravi fiscali o sovvenzioni comunitarie (vedi Tremonti ter).
Ritengo l’investimento giustificato economicamente, vista la richiesta del servizio , e penso che inoltre influisca positivamente sulla valorizzazione del personale e sulla sostenibilità dei suoi costi, aumentando infine la disponibilità di servizi per i soci-utenti.

Da qualunque lato si veda , la gestione di un porto turistico è un ” gioco ” difficile.

La struttura può essere paragonata ad una piccola città : ci sono strade, parcheggi, immobili, impianti, fognature, etc, e infine cittadini residenti o affittuari.
Bisogna poi considerare che questa piccola comunità risiede a contatto con il mare, un’ elemento naturale che impone rispetto.
Le manutenzioni e i suoi costi, sono quindi un punto fondamentale della gestione, personalmente ritengo che nei porti bisognerebbe prima lavorarci e poi progettarli.

Se vi capita di accedere a moderni aeroporti o stazioni ferroviarie, che come il nostro porto hanno a che fare con grandi numeri di utenza, per lo meno in certi periodi, vi accorgerete che tutto è stato accuratamente studiato per la riduzione dei costi di gestione, manutenzione, pulizia.

Viene da se che le scelte fatte durante la costruzione, sono poi l’ eredità con la quale i soci e utenti dovranno confrontarsi, e che non si possono cambiare a meno di costi elevati.

Partendo dal presupposto di una situazione ormai più o meno definita, diventa cruciale il ruolo della gestione al fine di contenere i costi di manutenzione, senza diminuire il servizio.

Sono dell’opinione che le spese non si riducono solo riducendo il personale, ma soprattutto impiegandolo al meglio, secondo questo ragionamento ritengo che il porto debba disporre di un numero adeguato di ormeggiatori durante l’ estate, da utilizzare poi con efficacia fuori stagione.

Le cose da fare per mantenere e preparare un marina sono tantissime, in questo panorama di lavori il personale di banchina può essere impiegato a beneficio della sua sostenibilità:

Le attività di riparazione e conservazione si dividono in tre categorie:

Ad alta specializzazione: manutenzione di impianti e strutture complesse come cabine elettriche, sala pompe, controllo accessi, impianto telecamere etc. L’intervento in questo caso, richiede personale specializzato e quindi l’intervento di ditte esterne.

A media specializzazione: lavori idraulici, elettrici, di imbiancatura, carpenteria metallica e del legno, etc. Sono lavori da valutare volta per volta, dove il personale può essere impiegato direttamente o a sostegno di ditte esterne.

A bassa specializzazione: verniciature, pulizie, decoro, giardinaggio, piccole manutenzioni etc.

Questa ultima tipologia di lavori (che sono molti) sono quelli più adatti per impiegare il personale di banchina , senza togliere che una opportuna formazione possa aumentare la versatilità dei singoli.
Per concludere vorrei comunque aggiungere, che l’impiego degli ormeggiatori per impieghi paralleli a quello principale, deve rimanere nell’ottica di un bilanciamento dei costi, questo al fine di evitare di un impiego pesante del personale che avrebbe ripercussioni sul servizio di banchina.

I mansionari

Grande attenzone da parte del Comandante del Porto, in merito alla esatta distribuzione delle mansioni e delle responsabilità al personale operativo. Dopo due mesi di duro lavoro sono ormai pronti tutti i mansionari delle singole figure che devono gestire il marina. Prevista per il mese di ottobre una conferenza dove lo stesso Leonardo Gualandi illustrerà le varie specificità di ogni singola mansione e il suo rapporto con il proprio ruolo.Il

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